.......è successo.....!!!!!
Sono stato informato che un gruppo aeromodellistico del Piemonte ha avuto la pista di volo chiusa in maniera perentoria da ENAC anche se da anni era operante in loco senza problemi di sorta.
Non sappiamo molto di quanto è successo e ciò, purtroppo, costituisce la normalità almeno in Italia perché in questi casi si preferisce starsene zitti, non comunicare ad altri i problemi sorti e per di più alzare un muro di omertà sull’accaduto e ciò è sicuramente un danno non solo per gli altri Club operanti in quella Regione ma anche per tutta la comunità aeromodellistica nazionale.
Il Club non è iscritto alla FIAM e non ci risulta sia partecipe di altre associazioni analoghe ma è certo che non aveva in essere l’ATM 03 e nemmeno che avesse iniziato le pratiche per ottenere la segregazione della pista di volo.
Premesso che la chiusura di una pista di aeromodellismo, da chiunque sia gestita, è un evento assolutamente negativo per tutti, è evidente che ENAC, come del resto annunciato da tempo, sta monitorando con molta attenzione chi occupa lo spazio aereo che a quanto è ormai evidente deve essere sgomberato da tutti coloro che lo occupano “abusivamente” o quantomeno non abbiano iniziato neanche sommariamente le procedure per diventare “sede secondaria” di un Ente autorizzato da ENAC.
Per aiutare i Club FIAM® in questa difficile incombenza abbiamo recentemente stipulato una opportuna convenzione con la Libertas, una delle più anziane Società di Promozione Sportiva d’Italia, che in pratica dovrebbe fare per i propri soci ciò che fino a poco tempo fa doveva essere compito, per legge dello Stato, dell’Aero Club d’Italia.
Una grossa mano ce l’ha data Marco Brogini, Delegato Nazionale per l’aeromodellismo di Libertas nonché Presidente di un Club FIAM con sede in Toscana, il quale sta operando velocemente e bene su questa strada che, a questo punto, dovrebbe diventare l’unica strada da seguire per cercare di sopravvivere a questi attacchi forsennati.
Come se non bastasse ci è stato riferito da personaggio autorevole del nostro mondo e che ogni anno effettua attraverso il proprio Club uno se non due raduni per aeromodelli propulsi a turbina, che ENAC avrebbe avviato uno studio molto tecnico sull’uso di questi aeromodelli che essendo considerati troppo veloci e quindi troppo pericolosi in un futuro neanche troppo lontano potrebbero essere vietati così come già avviene in altri Stati europei a noi limitrofi.
Affermavano i latini “mala tempora currunt” (corrono brutti tempi) quando le cose iniziavano a prendere una brutta piega ma alla luce di questa informazione debbo aggiungere “sed peiora parantur” (ma se ne preparano di peggiori) perché le nubi che si intravedevano poco tempo fa sul nostro mondo si stanno velocemente trasformando in cumulonembi e cioè nelle tipiche nuvole temporalesche accompagnate da tuoni e fulmini che chiunque abbia mai volato (come io ho fatto per anni sugli alianti) ha cercato di evitare nel mondo più assoluto in quanto assai pericolose.
Ciò accade a mio modesto avviso, come già del resto affermato fino alla noia, in quanto gli aeromodellisti italiani sono dei soggetti del tutto particolari perché, a differenza di quelli delle altre nazioni europee, pensano di vivere tranquilli in quella che considerano la loro bolla protettiva e non si accorgono o non vogliono accorgersi che i tempi sono irreversibilmente cambiati, che lo spazio aereo è occupato ormai da tantissimi altri utenti anche molto organizzati ed agguerriti, che i sinistri sono dietro l’angolo e quindi imperterriti continuano a vivere isolati, senza avere ideali comuni, senza voler appartenere ad una organizzazione univoca, numerosa e quindi potente e che potrebbe essere messa in grado di difendere con successo i loro interessi.
A tal proposito mi sento di ricordare che durante un convivio organizzato a Roma circa dieci anni fa per cercare di capire quali sarebbero state per gli aeromodellisti le implicazioni derivanti dall’avvento del nuovo Regolamento ENAC, un esponente di spicco dell’Ente aviatorio nazionale lì presente chiese agli astanti: “… ma voi da chi siete rappresentati …?”
Cioè a dire che ENAC, a digiuno di conoscenze sull’attività aeromodellistica, molto volentieri avrebbe colloquiato con una organizzazione unica e rappresentativa di tutte le esigenze in essere ma, in quella occasione, nessuno fu in grado di rispondere a tono perché evidentemente tutti i presenti rappresentavano solo se stessi e, come questa tragica circostanza insegna, ciò appare evidente anche oggi in quanto nulla in questo senso è cambiato. Anzi.
In effetti a quell’epoca FIAM® aveva avuto l’onore e l’onere di rappresentare direttamente presso ENAC, dichiaratasi entusiasta di questa iniziativa, le esigenze degli aeromodellisti ad essa iscritti ma un rancoroso intervento di AeCI presso ENAC affossò dopo poche riunioni quell’iniziativa che avrebbe portato indubbi vantaggi per tutti e non solo per i soci FIAM®, ma se la FIAM® avesse annoverato 15.000 soci è evidente che quell’attacco sarebbe naufragato nel nulla e, molto probabilmente, non saremmo a questo punto.
Nonostante quello stop noi alla FIAM® abbiamo continuato imperterriti a lavorare per la comunità, prima cercando un accordo con un Aero Club d’Italia che sembrava nel frattempo divenuto diverso negli intendimenti ma dopo i soliti infruttuosi tentativi abbiamo preferito ottenere l’appoggio del Centro Nazionale Sportivo Libertas, ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal C.O.N.I., dal Ministero dell’Interno e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ma è ovvio che se fossimo molti di più di quelli attualmente iscritti le cose potrebbe migliorare enormemente … e non solo per noi ma per tutti.
Adolfo Peracchi
Presidente FIAM
